Home Letteratura Le “quattro patrie” di Alessandro Tessari

Le “quattro patrie” di Alessandro Tessari

Nel nostro tentativo di dire quanto pathos e quanta vita si ravvisi in questo “messaggio in bottiglia”: l’ultima (per poco) pubblica­zione (edita Mimesis, ottobre 2022) lo si fa ab initio: a partire proprio dalla coper­tina. La carta dice qualcosa di un’Eu­ropa “rovesciata”, la prima carta d’Europa fatta nel 1500 a Basi­lea, dopo la scoperta che il mondo era più complicato di quello che si riteneva. Il pre­fatore, Andrea Pan­zavolta, nell’avvicinarci al lavoro di Tessari, evidenzia come quel peregrinare da un pa­ese all’altro dell’Europa nasconda, in vero, il bisogno di cercare il proprio Heimat, di tornare a casa. Anche se a volte quella casa, quell’approdo, si mostra attraverso mille pe­ripezie. E ogni volta prende i connotati della casa a lungo cercata.

L’Autore fa un viaggio nella memoria, risale fino ai primi anni del dopoguerra quando si trasferisce in Spagna, dai nonni. Poi incontrerà la Francia e l’In­ghilterra. In ognuno di questi paesi troverà uno spazio per immaginare di potervi vivere, ogni volta darà la scalata alle lingue perché la casa – quella vera – è dove si parla una lin­gua comprensibile. Lì tu puoi capire gli altri e gli altri ti possono capire, e sentirti come uno di casa. La Germania è stata la meta quando l’Autore era stato nel suo paese, per raggiun­ti limiti di età, dichiarato “inservibile”.

Alle pendici della Foresta Nera, all’Università di Freiburg, Tessari aveva ritrovato una impen­sabile e calda accoglienza, nelle sue strutture, nelle sue biblioteche, notte e giorno per tutti i giorni dell’anno. E lì, visitato spesso dai suoi allievi italiani, li ha portati ad arrampicare sulle crode dello Schwarzwall o a vedere la Capanna di Heidegger d’estate e d’inver­no. La Germania è stato il vero Heimat che ha accolto l’Autore. Uscito dall’Italia con la sensazione di essere arrivato “al capolinea” (parole sue), ha riscoperto la voglia di

rimet­tersi in viaggio per portare in tutto il mondo, anche e soprattutto nei paesi arabi il messag­gio del filosofo da lui studiato da una vita: Raimondo Lullo. Freiburg ha fatto fiorire un centro di studi sul filosofo che ha gettato le basi per il lungo cammino dell’intelligenza artificiale. Lullo, appunto, il catalano che nel secolo delle crociate ha saputo costruire un dialogo forte e audace con le altre sponde del Mediterraneo. Ecco un approdo pieno di dol­cezza e passione mentre si attende Caronte. E non saremo noi, attenti lettori e instanca­bili suoi ascoltatori, a dirgli quanto grati gli siamo per questo suo prezioso lasciare trac­cia che (lui non lo sa) allontana e quasi ir­ride lo stesso Caronte. Buon viaggio Tessari! Su questa amata/combattuta terra. Siamo qui, pronti ad ascoltare le tue avventure, a circumnavigare i tuoi approdi, provvisori ed eternati dai tuoi racconti!

Marta Celio

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