Home Letteratura Edizione dell’Autrice, 100° numero. Il diritto di poesia

Edizione dell’Autrice, 100° numero. Il diritto di poesia

Edizione dell’Autrice, testata di poesia auto­edita in libri e car­net, è giunta al cen­tesimo numero forte anche di diverse de­cine di supplementi nati da incontri con altri autori e autrici, oltre 150. Progetta­ta per interagire con il qui ed ora e affer­mare un’autorialità senza padroni, mantiene la maternità e l’in­tegrità delle opere e asseconda i tempi bio­logici del metabolismo creativo di chi scrive.

Il titolo riprende la sigla dei manoscritti ‘sco­modi’ che nel 2003 diffondevo ad personam e che rinvia, spiegavo in Leggere Donna, al principio generativo femminile, all’Autrix che è in noi. Nel 2004, in continuità con la storia e la pratica dell’editoria autogestita e autofinanziata delle donne, ho registrato il titolo al Tribunale di Venezia dando vita all’autoeditoria (termine che personalmente traduco con oneselfpublishing, diverso dal selfpublishing commerciale) promuovendola dal 2009 attraverso l’incontro annuale M’E­ditare, spesso impaginando opere altrui con il solo fine di trasmettere questa pratica. Mi interessava potenziare figure autoriali capa­ci di assumere su di sé in prima persona la responsabilità della funzione editoriale (oltre al testo, l’impaginazione, la grafica, le im­magini) e insieme le funzioni distributive e promozionali, dimensionate alle possibilità e alle capacità di chi le attua.

Lo statuto di testata giornalistica (non casa editrice), quale è Edizione dell’Autrice, è sta­to adottato ai sensi della legge sulla stampa da collane di libri di tutto rilievo per benefi­ciare degli sgravi fiscali concessi al settore. Il motivo per cui ho fondato e diretto Edizione dell’Autrice ai sensi della stessa legge è in­vece esistenziale, professionale e latamente politico, relativo alla libertà di scrittura. Il ritorno è espresso nei Manifesti di Edizione dell’Autrice, in particolare Fuori Mercato (2001) e La Felicità del Creare (2007).

Nella libertà di espressione sancita dalla Co­stituzione Italiana e da numerose carte inter­nazionali rientrano il diritto di cronaca, di critica e di satira, quest’ultimo riconosciuto diritto soggettivo non solo dall’articolo 21 sulla libertà di pensiero ed espressione, ma anche dall’articolo 9 sullo sviluppo della cul­tura e dal 33 sulla libertà di creazione arti­stica. Si colloca in quest’area anche il tra­scurato diritto di e alla poesia, un diritto che Edizione dell’Autrice ha ininterrottamente esercitato, come testata giornalistica, attra­verso il linguaggio poetico che spesso si è fatto cronaca, critica e, quando il caso lo ha richiesto, satira.

All’inizio il riferimento era la comunità po­etica veneziana presso cui distribuivo il mo­dello minimale – l’A4 a doppia colonna – stu­diato per essere riproducibile nel corso di una sola notte anche in un villaggio africano con un pc di quindicesima mano. Per sottolinea­re che la semplicità era una scelta, in diversi casi ho realizzato prodotti squisiti avvalen­domi della migliore tipografia veneziana. Quando il tempo si è ristretto, ho impiegato di necessità l’opuscolo di copisteria. Per im­plementare letture, percorsi poetici e teatrali tematici, rassegne, performance, flash mob e azioni episodiche o continuative presso tante altre comunità, Edizione dell’Autrice è usci­ta in formati grandi o piccolissimi, poiché lo scopo non era lanciare sul mercato un pro­dotto standard, ma veicolare quelle azioni. Rarissime, e solo recenti, sono state le pre­sentazioni del prodotto editoriale in sé.

Tra coloro che mi hanno seguito su questa strada hanno continuato ad autoeditarsi non quelli che si illudevano di risparmiare o gua­dagnare con l’autoeditoria, ma chi è consa­pevole del fatto che l’estetica del guadagno è sostituita dall’etica reciproca del dono.

Il centesimo numero di Edizione dell’Autrice verte sul tredicesimo arcano dei Tarocchi: la Morte, segno di rinascita e di una trasforma­zione che riguarderà anche questa estrema sperimentazione poetica e mediatica.

Antonella Barina

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