Home Cultura e Costume Poesia olistica, selvatica, shiatsu, ma non civile

Poesia olistica, selvatica, shiatsu, ma non civile

Dissento, e non è la prima volta, dalla defi­nizione di ‘poesia civile’ sia come categoria generale che come identificativo della mia po­etica. Se ‘poesia civile’ è stata in passato un ri­conoscimento verso chi si esponeva e rischiava in prima persona, oggi quest’aureola usurata premia prudenti pronunciamenti retorici che accentuano la distanza tra il ‘vate’ e i suoi be­neficiati, cementificando lo stato di disgrazia nel quale incappano i capri espiatori della sto­ria. Una poesia ‘di beneficienza’ che nel ma­nierismo di replicanza indebolisce, mortifica e seppellisce l’autentico, cercando di nullificarlo sotto un asettico e padronale ‘civile’ dominio. Smettiamola di annacquare la poesia, di avve­lenare le sue acque. Quanti crimini commessi in nome della ‘civiltà’, per arroganza dei cives e per l’espandersi della civitas! Per quanto riguarda la mia poetica, quel che mi è attribuito come ‘poesia civile’ ha origine semmai, come enunciato fin dall’anno 2000, in quella che definivo Poesia Olistica (Barina in Bistrot, 2000; Alta Voce, 2004) dove i ter­ritori non sono altri da sé, ma se ne è parte, e non c’è più dentro né fuori. La correlazione empatica, del resto, distingue la poesia da altri esercizi, valga per tutti l’Infinito di Leopardi. Antitetica alla civitas è la selva: così, conian­do Poesia Selvatica, nel 2005 ho dedicato uno specifico numero di Edizione dell’Autrice alla poesia ‘inurbana’, a quel seme di sopravviven­te salute che potrebbe ispirare la vita umana sulla terra in termini di dignità e reciprocità amorosa. Definire ‘civile’ la mia poesia signi­fica azzopparne l’origine, negarla e renderla incomprensibile. Tant’è che, per mondarmi dal ‘civile’, pratico selvaticamente quella che chiamo Shiatsu Poesia. Una pratica, non una definizione.

Antonella Barina

Articoli Recenti

Le “quattro patrie” di Alessandro Tessari

Nel nostro tentativo di dire quanto pathos e quanta vita si ravvisi in questo “messaggio in bottiglia”: l’ultima (per poco) pubblica­zione (edita...

Pasolini e la poetica del “rustico amore”

Lo sguardo rivolto all’esterno della Casa Co­lussi, sede del Centro Studi Pasolini di Ca­sarsa (Pordenone), è la focalizzazione fisica di un punto...

Yan Pei-Ming: quando l’arte diventa storia

Il Palazzo dei Papi e la Collezione Lambert hanno ospitato ad Avignone Tigres et vau­tours (Tigri e avvoltoi), una interessantissi­ma mostra dedicata...