Home Cultura e Costume Creativity Pier. Proposta per un Magazzino del Porto Vecchio di Trieste

Creativity Pier. Proposta per un Magazzino del Porto Vecchio di Trieste

L’idea, maturata in una conversazione con Franco Rosso, consiste nell’insediamento presso un Magazzino di Porto Vecchio di una “factory” dedicata alla creatività, gestita da un’Associazione, o da un Consorzio di associazioni, che organizzi un centro dedicato alla produzione e alla promozione di varie espressività artistiche. L’area di un magazzino potrebbe essere risistemata creando una serie di box (circa 30- 50 mq) per ospitare artisti che vi si insediano per realizzare la propria attività di produzione artistica in modo organizzato e permanente.La selezione degli artisti da ospitare verrebbe effettuata dall’Associazione o Consorzio che prenderebbe in carico la struttura. Nell’ambito della stessa area dovrebbero essere previsti uno o due box più piccoli per riunioni e perservizi di segreteria organizzativa, nonché una sala per esposizioni d’arte riservate agli artisti permanentemente insediati nonché (con calendarizzazione, su base temporanea) a quelli ospitati, anche provenienti da altre cittàitaliane ovvero dall’estero. In questo modo risulterebbe coniugato l’aspetto della produzione artistica con quello della sua promozione e dall’autofertilizzazione, assicurando conseguentemente una frequentazione costante evivace del Magazzino. Inoltre, al Creativity Pier potrà essere previsto non soltanto l’insediamento di artisti che lavorano nel campo della pittura, scultura, grafica, arte digitale, installazioni, video arte: potranno infatti essere stabilmente presenti anche operatori che si occupano ad esempio di recitazione e teatro, fotografia, artigianato artistico, design e cultura musicale, con una stimolante e proficua ricaduta interdisciplinare. A tale fine dovrebbero naturalmente essere previsti specifici moduli insediativi, ma mantenendo come finalità il medesimo profilo di produzione e promozione. La realizzazione dei box potrà essere studiata in modo da prevedere un corridoio centrale che separi i singoli locali allineati sui due lati, mentre su ogni porzione di parete del corridoio pertinente ad ogni singolo box potrà essere prevista l’esposizione fissa di opere o richiami grafici di comunicazione dell’artista occupante il box stesso. La struttura andrebbe completata con una postazione di ristoro autogestita, a beneficio degli artisti e per l’accoglienza dei visitatori. Sempre nello stesso obiettivo di promuovere la creatività di varie espressioni artistiche, uno spazio adeguato dovrebbe essere dedicato anche a una esposizione collettiva permanente dei principali maestri, a livello locale, di arte contemporanea, che potrebbe raccogliere opere di Carà, Cassetti, Renato Daneo, Romeo Daneo, Devetta, Mascherini, Negrisin, Perizi, Righi, Spacal, solo per citare alcuni nomi a mero titolo esemplificativo. Oggi purtroppo dedicata esclusivamente a questo aspetto rilevante della produttività artistica triestina, che viceversa sarebbe giusto realizzare anche come attrattiva per il turismo culturale che si afferma sempre di più come vocazione della città. Da cosa nasce cosa: forse questo substrato propizio al Magazzino potrebbe stimolare la presenza contestuale di uno o più (nuovi?) galleristi, dalle cui attività commerciali andrebbe ricavato un contributo anche consistente alle spese generali dell’iniziativa nel suo complesso. Analogamente alcuni box potrebbero essere riservati, a rotazione su base temporanea, ad artisti in visita provenienti dal retroterra tradizionale di Trieste, a cominciare dalla regione Friuli Venezia Giulia, dall’Istria, da Austria e Slovenia, per coinvolgere anche altri Paesi vicini dell’ Europa Orientale e dei Balcani. Un’apertura da cui non mancherebbero proficue ricadute di fertilizzazione incrociata e di immagine. In concreto, una Convenzione tra Comune di Trieste e l’Associazione oppure il Consorzio regolerebbe l’utilizzo in comodato (gratuito, con rimborso delle spese di gestione) dell’area prevista, con costi operativi di sistema distribuiti tra tutti gli utilizzatori. L’Associazione ovvero il Consorzio provvederebbe ad assegnare i box a ogni artista, percependo un rimborso utilizzato (in un quadro non-profit) per coprire le spese vive e di sostegno alle attività di promozione (mostre su invito e così di seguito). Ogni singola iniziativa verrebbe naturalmente assunta in coordinamento con un referente dell’Amministrazione Comunale da un Comitato di gestione con rappresentanti dell’Associazione o del Consorzio nonché degli utilizzatori stabilmente presenti. Al fine di raggiungere l’obiettivo sopra descritto si dovrebbe costituire un Comitato promotore tra tutti gli interessati potenziali che dovranno poi designare un gruppo ristretto per interagire in via preliminare con il Comune. Ringrazio infine per l’attenzione dedicata a questo mio contributo di idee per una aggregazione artistica e culturale, che sarò veramente lieto di veder realizzata da altri in una città di straordinari potenziali inespressi, troppo spesso vittima di tendenze divisive.L’area di un magazzino potrebbe essere risistemata creando una serie di box (circa 30- 50 mq) per ospitare artisti che vi si insediano per realizzare la propria attività di produzione artistica in modo organizzato e permanente.La selezione degli artisti da ospitare verrebbe effettuata dall’Associazione o Consorzio che prenderebbe in carico la struttura. Nell’ambito della stessa area dovrebbero essere previsti uno o due box più piccoli per riunioni e perservizi di segreteria organizzativa, nonché una sala per esposizioni d’arte riservate agli artisti permanentemente insediati nonché (con calendarizzazione, su base temporanea) a quelli ospitati, anche provenienti da altre cittàitaliane ovvero dall’estero. In questo modo risulterebbe coniugato l’aspetto della produzione artistica con quello della sua promozione e dall’autofertilizzazione, assicurando conseguentemente una frequentazione costante evivace del Magazzino. Inoltre, al Creativity Pier potrà essere previsto non soltanto l’insediamento di artisti che lavorano nel campo della pittura, scultura, grafica, arte digitale, installazioni, video arte: potranno infatti essere stabilmente presenti anche operatori che si occupano ad esempio di recitazione e teatro, fotografia, artigianato artistico, design e cultura musicale, con una stimolante e proficua ricaduta interdisciplinare. A tale fine dovrebbero naturalmente essere previsti specifici moduli insediativi, ma mantenendo come finalità il medesimo profilo di produzione e promozione. La realizzazione dei box potrà essere studiata in modo da prevedere un corridoio centrale che separi i singoli locali allineati sui due lati, mentre su ogni porzione di parete del corridoio pertinente ad ogni singolo box potrà essere prevista l’esposizione fissa di opere o richiami grafici di comunicazione dell’artista occupante il box stesso. La struttura andrebbe completata con una postazione di ristoro autogestita, a beneficio degli artisti e per l’accoglienza dei visitatori. Sempre nello stesso obiettivo di promuovere la creatività di varie espressioni artistiche, uno spazio adeguato dovrebbe essere dedicato anche a una esposizione collettiva permanente dei principali maestri, a livello locale, di arte contemporanea, che potrebbe raccogliere opere di Carà, Cassetti, Renato Daneo, Romeo Daneo, Devetta, Mascherini, Negrisin, Perizi, Righi, Spacal, solo per citare alcuni nomi a mero titolo esemplificativo. Oggi purtroppo dedicata esclusivamente a questo aspetto rilevante della produttività artistica triestina, che viceversa sarebbe giusto realizzare anche come attrattiva per il turismo culturale che si afferma sempre di più come vocazione della città. Da cosa nasce cosa: forse questo substrato propizio al Magazzino potrebbe stimolare la presenza contestuale di uno o più (nuovi?) galleristi, dalle cui attività commerciali andrebbe ricavato un contributo anche consistente alle spese generali dell’iniziativa nel suo complesso. Analogamente alcuni box potrebbero essere riservati, a rotazione su base temporanea, ad artisti in visita provenienti dal retroterra tradizionale di Trieste, a cominciare dalla regione Friuli Venezia Giulia, dall’Istria, da Austria e Slovenia, per coinvolgere anche altri Paesi vicini dell’ Europa Orientale e dei Balcani. Un’apertura da cui non mancherebbero proficue ricadute di fertilizzazione incrociata e di immagine. In concreto, una Convenzione tra Comune di Trieste e l’Associazione oppure il Consorzio regolerebbe l’utilizzo in comodato (gratuito, con rimborso delle spese di gestione) dell’area prevista, con costi operativi di sistema distribuiti tra tutti gli utilizzatori. L’Associazione ovvero il Consorzio provvederebbe ad assegnare i box a ogni artista, percependo un rimborso utilizzato (in un quadro non-profit) per coprire le spese vive e di sostegno alle attività di promozione (mostre su invito e così di seguito). Ogni singola iniziativa verrebbe naturalmente assunta in coordinamento con un referente dell’Amministrazione Comunale da un Comitato di gestione con rappresentanti dell’Associazione o del Consorzio nonché degli utilizzatori stabilmente presenti. Al fine di raggiungere l’obiettivo sopra descritto si dovrebbe costituire un Comitato promotore tra tutti gli interessati potenziali che dovranno poi designare un gruppo ristretto per interagire in via preliminare con il Comune.Ringrazio infine per l’attenzione dedicata a questo mio contributo di idee per una aggregazione artistica e culturale, che sarò veramente lieto di veder realizzata da altri in una città di straordinari potenziali inespressi, troppo spesso vittima di tendenze divisive.

Giorgio Rosso Cicogna

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