Una dilatata platea

Una dilatata platea
L’avventura che stiamo per iniziare parte da un nucleo concettuale inscritto nelle periodiche occasioni di convivialità all’Osteria “Al Canarino” di Udine dove, a un certo punto, quasi quattro anni or sono, prende corpo l’idea di un foglio (in ossequio al detto che scripta manent) che registri in forma anche naif, senza la volontà precisa di divulgarla oltre l’ambito del cenacolo, appuntamenti, note, parole, riflessioni e sberleffi degli artisti e dei poeti del “Canarino”. Adesso ci affacciamo a un balcone molto più ampio, capace di far sentire i nostri pensieri in forma di immagine d’arte, di prosa, poesia e saggio e intercettare le voci che desiderano dialogare con noi con la disponibilità all’ascolto, all’apprezzamento delle diversità, al dialogo senza il bisogno di alzare la voce per sfumare la voce degli altri. E la nostra tensione “cubista” nel presupporre molteplici punti di vista si innesta in una stratificata e labirintica visione dello scenario contemporaneo, in aggiunta all’espressione e al confronto delle dinamiche culturali pregresse e quelle attuali.
In un mondo in cui il risentimento sembra prevalere sul sentimento, il livore dei tratti personali all’amore tra i singoli e i gruppi, il dato istintuale sulla dotazione di umanità, il titolo di queste pagine è anche la sintesi di un progetto: Amicando semper significa “ricercando sempre l’amicizia”; è una modalità programmatica forse pretenziosa nell’assunto, ma necessaria nel contesto in cui ci troviamo a vivere. Il fatto poi che artisti (non solo pittori, scultori, fotografi e videomaker) e i poeti (con tutti gli scrittori in genere e i saggisti), che il più delle volte viaggiano nella sfera dell’individualismo più assoluto, si dispongano a tanto, è sicuramente di ottimo auspicio.
E. S.